Challenger Cagliari, Arnaldi: “Tennis e fiducia: ora mi sto ritrovando. E Cadenasso ha un ottimo potenziale”
Matteo Arnaldi supera Gianluca Cadenasso e ottiene il pass per la finale del Challenger 175 di Cagliari. Una settimana importante per il tennista ligure, che in ogni caso ha conseguito l’obiettivo di accumulare minuti in campo e fiducia nei propri mezzi dopo un periodo molto complicato. Ecco le dichiarazioni rilasciate da Arnaldi in conferenza stampa dopo la semifinale vinta. Quanto è importante per te tornare a giocare una finale, anche nell’ottica proprio del competere? MATTEO ARNALDI: È importantissimo sicuramente. Ormai sono quasi tre anni che non gioco una finale, quindi di tempo ne è passato. Ovviamente giocavo tornei diversi, quindi è completamente un’altra cosa, però sono contento di essere qua. Oggi è stata un’altra bella partita in cui mi sto sentendo meglio giorno dopo giorno e questa, come ho detto dal primo giorno, era la cosa che cercavo in questo torneo. Quindi sicuramente sono molto soddisfatto di come stanno andando queste partite, di come sto agendo in campo e di come mi sto sentendo, quindi tante cose positive fino ad ora. Sei in finale al Sardegna Open. Questa partita in tre set dov’è cambiata? Qual è stata la chiave di volta dopo il primo set in cui hai concesso e poi sei diventato davvero protagonista? Qual è stata la ricetta? MATTEO ARNALDI: Sicuramente lui è partito molto bene. Attaccava e mi metteva pressione. Io sono partito un pochettino più a rilento, anche un po’ per via della partita di ieri da cui dovevo un attimo rientrare bene in partita. Questa è la quarta partita di fila e non giocavo quattro partite di fila da tanto tempo. All’inizio, come ho detto, lui ha giocato molto bene, poi gli ho messo un po’ di pressione a inizio secondo set e sono riuscito a salire. Secondo me la chiave è stata il primo game del terzo: era molto importante, ho fatto vedere che era molto importante per me vincere quel game. Dopo lui si è un po’ disunito, forse era anche un po’ stanco, io invece sono salito e secondo me da lì in poi ho giocato molto bene. Ciao Matteo, nel terzo set hai salvato quelle palle break. Quanto è stata importante la tua maggiore esperienza, visto che nei cinque giochi successivi gli hai lasciato solo quattro punti? MATTEO ARNALDI: Non sapevo questa statistica, però sicuramente, come ho detto, quello è stato il game che ha girato la partita. Sapevo che era un game importante perché lui avrebbe provato a fare qualcosa in più per cercare di andare subito sopra. Io rientravo dal bagno e non è mai semplice il primo game, infatti ho commesso qualche errore che non avrei dovuto fare, però sono stato molto attento sulle palle break, ho giocato molto bene e secondo me dopo lui ha iniziato a fare fatica. Non riusciva a trovare i vincenti che trovava prima, io invece ho iniziato a muovermi molto bene e da lì si è un po’ disunito, ha iniziato a commettere qualche errore e io sono salito. Sicuramente un po’ l’esperienza ha contato, però credo che il mio livello sia un pochettino più alto del suo in questo momento, quindi una volta che sono andato sopra si è visto che a lui manca ancora qualcosa e io piano piano ho iniziato a trovare sempre di più il mio tennis. Ti faccio un’altra domanda facendo un passo indietro rispetto a un’oretta fa. Sei uno a zero alla fine del primo set, sembrava che stessi cercando di capire chi avessi dall’altra parte. Lì cosa hai pensato? MATTEO ARNALDI: Sicuramente non ero contento, non avrei voluto partire così. Lo conosco bene, però non l’avevo mai visto giocare veramente perché lo conosco da quando eravamo piccoli, giocavamo le gare a squadre insieme quando lui aveva 15-16 anni e io ne avevo 18, quindi eravamo due persone completamente diverse. Poi non l’ho mai più visto, quindi sicuramente mi ha impressionato molto all’inizio. Come ho detto, sono partito molto piano, però lui sta salendo bene, adesso mi sembra che vada verso i primi 200, sta mettendo su partite e secondo me sta giocando molto bene, ha tanto potenziale. Sicuramente sono rimasto impressionato nel primo set, poi dopo ho cercato di capire un po’ i suoi punti più deboli e cosa avrei dovuto fare per girare la partita, e l’ho fatto. Ciao Matteo e complimenti anzitutto. Hai vinto questo derby non solo azzurro ma derby ligure, come hai appena detto. Qual è la sensazione da ligure di sfidare un italiano e batterlo? E poi, nel primo set cosa è successo? Lo stavi studiando? MATTEO ARNALDI: Sì, sicuramente come ho detto ci conoscevamo già da tanto, ma io non sto tanto a guardare queste cose, quindi non mi fa tanto effetto se è un derby o meno. Sinceramente, come ho ribadito dal primo giorno, sono qua per giocare tante partite, sono qua per mettermi di nuovo in gioco e lo sto facendo, sono molto contento di questo. Per quanto riguarda il primo set, io sono partito un pochettino più a rilento e lui è partito molto forte da subito. Poi piano piano sono riuscito a trovare la chiave per fargli male e da lì sono salito e sono riuscito a fare il mio tennis. Ciao Matteo, ora finale conquistata. Chi speri di affrontare e quanto questo torneo ti può aiutare a breve termine, per esempio verso Roma? MATTEO ARNALDI: Sinceramente non è che mi interessi tanto con chi gioco, saranno due partite completamente diverse quindi sicuramente sto aspettando di vedere per iniziare a preparare la partita in base a chi sarà l’avversario. Però questo torneo è molto importante per me, l’ho sempre detto. Giocare tutte queste partite mi servirà tanto a breve termine, soprattutto per quando tornerò nel circuito ATP. Ho un pochettino più di fiducia, sto ritrovando il mio tennis, mi sento meglio e il piede sta rispondendo molto bene. Sono tante cose positive che questo torneo mi sta dando e tanta fiducia che sicuramente riuscirò a portare di nuovo nel circuito maggiore per tornare dove ero. Ma che cosa rappresenta per te questa finale? MATTEO ARNALDI: Più o meno quello che ho già detto. Volevo fare tante partite, volevo essere qua e tornare a giocare una partita per il titolo è importante. Sono contento per quello e sono contento che sto bene e sto migliorando partita dopo partita. ...